Intervista: "L.D.N. (Low Dose Naltrexone) - Naltrexone a Basso Dosaggio." - aprile 2008

Il Naltrexone è un farmaco antagonista degli analgesici oppiacei, prescritto per il trattamento della dipendenza da sostanze stupefacenti e alcool. Sono in corso diversi studi per valutare sicurezza ed efficacia nel trattamento con Naltrexone a dosi notevolmente più basse in altre patologie, tra cui vari tipi di cancro, Hiv/Aids, il Morbo di Parkinson, Morbo di Alzheimer, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, il Morbo di Crohn, la Sclerosi Multipla e altre malattie autoimmuni.

Di seguito, pubblichiamo l'intervista rilasciata in aprile 2008 a Ideamultipla dalla D.ssa Maira Gironi neurologa ricercatrice presso:
Istituto San Raffaele Milano
Don Gnocchi Milano
Cam Monza



1. Indicazioni e controindicazioni: in quale tipo (e grado edss) di SM questa terapia è particolarmente indicata e quali patologie costituiscono controindicazione.

Quello che noi abbiamo testato è la sicurezza del farmaco, questo vuol dire la quantità di effetti collaterali che il farmaco può dare. Insieme alla sicurezza abbiamo valutato quella che è la tollerabilità in quanto, anche se non dà effetti collaterali, un farmaco può essere mal tollerato perché per esempio intensifica i sintomi legati alla malattia.
Le malattie a carico del fegato costituiscono controindicazione, quindi qualsiasi anche lieve patologia del fegato controindica l’uso del naltrexone.
Non posso, invece, rispondere attualmente alla prima parte della domanda perché abbiamo testato la sicurezza non l’efficacia, quindi possiamo dire che i soggetti che avevano una forma di sclerosi multipla di tipo primario progressivo hanno risposto con una buona tolleranza e con pochi effetti collaterali ma la risposta dal punto di vista dell’efficacia può essere completamente diversa in altre forme di sclerosi multipla che andremo a testare. L’uso nella RR è solamente anedottico, non è stato dimostrato in nessun trial scientifico condotto in doppio cieco.
Io sto seguendo dei pazienti che hanno la forma RR, ma non fanno parte della casistica del trial sperimentale.


2. Farmaci compatibili e quelli assolutamente sconsigliati in abbinamento con LDN.( INF, imunosoppressori, copaxone, Tysabri, sintomatici, Lioresal, Lyrica , contraccettivi ormonali, ecc)

Sono quasi tutti compatibili, tranne gli immunosoppressori (Aziatropina ciclosfamide mitoxantrone): nel nostro caso abbiamo escluso l’uso degli immunosoppressori proprio perché sono potenzialmente epatotossici ed interagendo con LDN potrebbero determinare maggiorni danni al fegato
Non è consigliabile associare l’uso dell’interferone perché sembra che riduca il beneficio dell’ LDN, dato questo che non è emerso dal trial, ma dall’esperienza riferita in case reports.


3. Effetti collaterali riscontrati. Come sono stati controllati rigidità e clonie riferiti da alcuni? E' utile ritoccare il dosaggio?

Abbiamo misurato gli effetti collaterali facendo delle analisi del sangue: tra i più frequenti segnalo una minima alterazione delle transaminasi e del valore dei globuli bianchi, c’è stata una inoltre una transitoria elevazione del colesterolo. Tra gli altri disturbi abbiamo rilevato, in alcuni casi, difficoltà nel sonno, alterazioni dell’umore ed infezioni delle vie urinarie.
Quanto al ritocco del dosaggio, abbiamo provato a somministrare inizialmente 2 mg, se dopo 15 giorni non si riscontravano disturbi si passava alla dose piena di 4 mg. Nel nostro caso, tutti i 40 pazienti, per i primi 15 giorni di prova, non hanno riscontrato problemi e sono tutti passato ai 4 mg, quindi non è stato necessario scendere al di sotto dei 4 mg.


4. Dosaggio e sovraddosaggio. Gli eccipienti possono influenzare il comportamento del farmaco?

Noi utilizziamo l’antaxone perché è liquido e riusciamo a regolare il dosaggio. Partendo dal dato base che 10 ml di antaxone contengono 50 mg, riusciamo, in proporzione, a ottenerne i dosaggi voluti.
Il sovradosaggio è un rischio, in quanto sopra i 5 mg l’ antaxone non agisce più come agonista ma diventa un antagonista degli oppiacei e quindi agisce in modo contrario.


5. Risultati ottenuti a seguito del trial, in particolare si ritiene che migliori la sintomatologia o anche che riduca la progressione?

In tutti i trial scientifici, quando si è di fronte a dei farmaci di cui non si conosce nulla, bisogna dimostrarne innanzitutto la sicurezza, ovvero che non arrechino piu’ danni che benefici. Alla fine di questo trial, si è dimostrata la sicurezza e la buona tollerabilità di LDN nella Sm di tipo primario progressivo, e sono stati pochi i pazienti che hanno dovuto abbandonare la terapia.

6. In quali centri, è possibile essere sottoposti a terapia con LDN?

LDN viene consigliato da medici neurologi che abbiano avuto modo di conoscere il farmaco ed i suoi effetti su chi lo assume, quindi , per esempio, tutti i medici che insieme a me hanno lavorato in questo trial.
Bisogna avere esperienza sull’uso del farmaco, esperienza sui possibili effetti collaterali, essere neurologi specializzati nella sclerosi multipla.
La somministrazione del farmaco fa quindi riferimento al ricercatore, non al Centro
Quello che abbiamo appena concluso è un trial pilota, speriamo a breve di poter organizzare un trial che in modo definitivo individui il ruolo che LDN potrebbe avere nella terapia della SM.
In parallelo a questo trial, io e gli altri ricercatori stiamo somministrando il naltrexone sia a pazienti italiani che provenienti da paesi europei.

Presso il Centro Analisi Monza http://www.cam-monza.com è possibile consultare la D.ssa Maira Gironi. Si tratta di un centro pooidiagnostico privato, dove è possibile effettuare accertamenti clinici, laboratoristici e strumentali e visite specialistiche anche in convenzione


D.ssa Maira Gironi

neurologa ricercatrice presso:
- Istituto San Raffaele Milano
- Don Gnocchi Milano
- Cam Monza