Che cos’è la CCSVI Chronic cerebrospinal venous insufficiency
L’insufficienza venosa cerebro-spinale cronica è una patologia in cui il sistema venoso non è in grado di rimuovere il sangue venoso (povero d’ossigeno) dal SNC, sistema nervoso centrale. Dipende principalmente dalla stenosi venosa della vena giugulare e vena azygos.
Il prof. Zamboni e I suoi collaboratori hanno ipotizzato una correlazione tra ccsvi e sclerosi multipla.
Allo scopo di portare avanti la sperimentazione della loro teoria, hanno costituito la fondazione “Hilarescere” ed illustrano I loro studi ed I risultati ottenuti nel sito:
STAFF:
Prof Paolo Zamboni, Coordinatore del Progetto
Staff Clinico:
Dr Fabrizio Salvi, Responsabile Neurologico
Dr Roberto Galeotti, Responsabile Radiologico
Prof. Mario Mascalchi, Responsabile Neuroradiologico
D.ssa Anna Maria Malagoni
D.ssa Ilaria Bartolomei
D.ssa Erica Menegatti
D.ssa Giovanna Tacconi
Dr Sergio Dall’Ara
D.ssa Enza Tarallo
Staff di Laboratorio:
Dr Donato Gemmati, Responsabile del Laboratorio
D.ssa Federica Federici
D.ssa Linda Catozzi
Dr Ajay V. Singh
Dopo un lungo lavoro preliminare, durato oltre 5 anni, abbiamo raccolto una serie di evidenze che
dimostrano come nella sclerosi multipla siano da considerare anche meccanismi fisiopatologici che
includono il drenaggio venoso; essi vanno ad aggiungersi al complesso ed ancora irrisolto quadro
eziopatogenetico di questa grave malattia demielinizzante, prima causa di invalidità nel giovane
adulto. La ricerca di questi nuovi meccanismi si avvale naturalmente di una collaborazione con
gruppi di colleghi neurologi e neuroradiologi, e si sviluppa attraverso due linee principali:
♦ Una linea clinica che sta mettendo a punto una diagnostica emodinamica avanzata volta ad
esplorare la compromissione del drenaggio venoso cerebro spinale attraverso metodiche
innovative di emodinamica Doppler e radiologiche. Si stanno valutando poi in casi selezionati le
ricadute terapeutiche in termini di riparazione del drenaggio venoso con metodiche
endovascolari.
♦ Una linea di biologia molecolare, volta ad esplorare varianti geniche coinvolte nella
suscettibilità e nella prognosi di questa patologia.
Questo disegno di ricerca e questa ipotesi è stata presentata ufficialmente e discussa in una seduta
della Royal Society of Medicine, a Londra nel luglio 2006, e successivamente pubblicata sulla
rivista di questa prestigiosa società scientifica nel novembre 2006. In seguito è stata invitata ad una
nuova presentazione pubblica al Charing Cross Meeting sempre a Londra nell’aprile 2007, nonché
premiata all’American Venous Forum a San Diego nel febbraio 2007.
LABORATORIO DI BIOLOGIA MOLECOLARE
DEL CENTRO MALATTIE VASCOLARI E DEL
CENTRO STUDI EMOSTASI E TROMBOSI.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA
STAFF
Dr. Donato Gemmati
Dott.ssa Maria Luisa Serino
Dr. Stefano Moratelli
Dr.ssa Tognazzo Silvia
Dr.ssa Catozzi Linda
Dr.ssa Federica Federici
Prof. Gian Luigi Scapoli, Direttore
Dr Ajay Vikram Singh
Le malattie vascolari, sono un disordine complesso e multifattoriale in cui la genetica svolge un
ruolo chiave tramite interazioni gene-gene e gene-ambiente. Numerose evidenze sperimentali ed
epidemiologiche suggeriscono un forte contributo genico nell’instaurarsi dell’evento occlusivo. Una
caratteristica della malattia vascolare è la sua ampia variabilità di espressione fenotipica-clinica, sia
familiare che interindividuale anche in presenza dello stesso e ben caratterizzato difetto congenito
od acquisito.
Il nostro staff affronta lo studio delle malattie vascolari sia da un punto di vista clinico, mediante
diagnostica e cura di pazienti con trombofilia ereditaria (familiare) o acquisita, che da un punto di
vista della ricerca. I principali compiti svolti dai nostri laboratori sono quindi le analisi
biologico/funzionali e quelle diagnostiche/molecolari in reciproca ed attiva interrelazione. Questo
permette di ottenere il massimo delle informazioni utili per un completo e migliore indirizzo
terapeutico e per una completa e definita diagnosi dei pazienti che afferiscono al Centro Studi
Emostasi e Trombosi. Inoltre, clinica e ricerca in una stretta armonia apportano preziose e nuove
conoscenze nel campo della malattia vascolare.
Il nostro gruppo da anni si occupa di ricerche mirate al riconoscimento di specifici fattori di rischio
per l’instaurarsi dello stato protrombotico, inclusi quelli degli anticoagulanti naturali quali la
proteina C, la proteina S, l’antitrombina e la condizione di iperomocisteinemia. Presso il nostro
Centro, è inoltre possibile eseguire lo screening completo dei principali fattori di rischio
trombofilici congeniti ed acquisiti e l’analisi molecolare di linkage per la determinazione dello stato
di portatrice per emofilia A e B.
Il nostro gruppo ha recentemente riconosciuto numerosi polimorfismi genici (SNPs)
significativamente relati alla complessa ezio-patogenesi della malattia venosa cronica. La strategia
sperimentale utilizzata è quella delle nano-tecnologie (Nanogen Platform Work Station, NMW-1000
NanoChip, Nanogen). Il DNA-chip oggi è considerato uno tra gli strumenti più rapidi, e sicuri nel
campo dell’individuazione di SNPs con significato fisiopatologico.
In particolare, abbiamo individuato in una transglutaminasi circolante (Fattore XIII della
coagulazione) il ruolo di molecola responsabile della progressione ed estensione delle lesioni
cutanee in pazienti con insufficienza venosa cronica. Nello specifico, il rischio di sviluppare lesioni
più o meno ampie è strettamente correlato all’attività del FXIII ed ad un suo ben definito genotipo
(FXIII-V34L e P564L).
Allo stesso modo, il rischio di sviluppare una lesione in pazienti con insufficienza venosa cronica,
risulta significativamente aumentato nei pazienti portatori della variante genica HFE-C282Y.
L’aumento del rischio è di circa 7 volte (OR=6.69, CI95% 1.45-30.08; P=0.01). Principale causa, è
l’alterata gestione del sovraccarico locale di ferro associata alla variante genica HFE in presenza
della condizione di insufficienze venosa cronica. Un ruolo importante è stato anche attribuito alla
variante HFE-H63D. Essa risulta associata a precoce comparsa della lesione in pazienti con
insufficienza venosa cronica.
Considerando le lesioni croniche da ulcera venosa una patologia multifattoriale, il nostro gruppo ha
riconosciuto che la presenza di particolari condizioni geniche, quali la combinazione di FXIII-V34L
con FXIII-P564L, ha un ruolo significativo anche nel modulare il tempo di guarigione di una
lesione dopo intervento chirurgico risolutivo di insufficienza venosa cronica predicendo tempi di
guarigione significativamente più brevi.
I risultati ottenuti dalle linee di ricerca qui brevemente descritte potranno essere utilizzati per
selezionare particolari categorie di pazienti ad alto rischio di sviluppare una lesione, o idonei per
particolari trattamenti o strategie di chirurgia preventiva. Inoltre, preziose informazioni potranno
anche essere ottenute per disegnare nuovi trattamenti farmacologici sulla base del concetto proprio
della farmacogenomica.
Il progetto di ricerca è sostenuto dalla Fondazione HILARESCERE, di cui il Professor Fabio Roversi-Monaco è presidente.
Nata su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, la Fondazione Hilarescere, come si legge nell'atto costitutivo, ha lo scopo di favorire l'attività di ricerca medica e scientifica nel campo delle malattie a eziopatogenesi sconosciuta o mal definita, con standard diagnostici e terapeutici scarsamente incisivi sulla qualità della vita delle persone che ne sono colpite, specialmente nel campo delle malattie croniche e degenerative del sistema nervoso e dell'apparato vascolare, con particolare riferimento alla sclerosi multipla. Dovrà inoltre favorire e sostenere la diffusione delle tecniche di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza ai soggetti colpiti da tali malattie.
Salve amici.
Comunque all'ospedale di Stanford (CA,USA) di trattamenti ne stanno facendo almeno da maggio e hanno molte prenotazioni.
Qui potete vedere (le date sono in formato mese/giorno/anno)
Questo post ha lo scopo di radunare la teoria sulla CCSVI correlata con la sclerosi multipla.
Gli utenti sono pregati di non apporre commenti.
SOLO ARTICOLI E NOTIZIE
plìsss...
<< (...) "Se possiamo dimostrare la nostra ipotesi, che insufficienza venosa cerebrospinale è la causa alla base della sclerosi multipla ", ha detto Robert Zivadinov, MD, Ph.D., UB Professore Associato di Neurologia, Direttore del Neuroimaging Buffalo Analysis Center (BNAC) e sperimentatore principale dello studio, "è andare a cambiare il volto del nostro modo di capire MS".
(...)
Tutti i pazienti con SM saranno sottoposti RM del cervello per misurare i depositi di ferro nelle lesioni e le aree circostanti del cervello con un metodo chiamato suscettibilità di immagini pesate. Risultati di ferro su queste immagini saranno legati ai sintomi neuropsicologici. La parte neuropsicologici dello studio sarà condotto da Ralph Benedetto, Ph.D., professore di neurologia e psichiatria a JNI, UB Dipartimento di Neurologia.
Un sub-coorte di 250 pazienti consecutivi e controlli saranno sottoposti a risonanza magnetica delle vene del collo per confermare la diagnosi di CCSVI.
(...)
I dati saranno cieco a tre punti di tempo prestabilito, con la smascheramento iniziale previsto per novembre 2009. Per maggiori dettagli sullo studio, inviare una mail a ctevd@bnac.net.
Zivadinov disse risultati dello studio può portare ad uno studio multicentrico più grande trial Nordamericano che valuterà la presenza di CCSVI nella SM.>>
CCSVI nella Sclerosi Multipla ED ECCO LA CONFERMA come preannunciato! Il prossimo sabato 21 novembre (in Italia sabato dopo la mezzanotte), sarà scaricabile on line il programma W5 della TV CANADESE CTV con le interviste ai "Liberati" di Buffalo e al Prof Zamboni e al Dott Salvi!
"Coming Up November 21
The Liberation Treatment: A medical discovery brings new hope for multiple sclerosis patients."
CCSVI nella Sclerosi Multipla "QUESTO LAVORO SFIDA NELLE FONDAMENTA GLI ATTUALI CONCETTI SULLE MODALITA' DI INSORGENZA DELLA SCLEROSI MULTIPLA!"
A dir poco LUSINGHIERA VALUTAZIONE alla ricerca del Prof Zamboni e del Dott Salvi da parte dell'autorevole Dr Klaus Schmierer del DIPARTIMENTO di NEUROLOGIA dell'UCL (University College London http://www.ion.ucl.ac.uk/ )
stamani ho scritto ala mail del dr zamboni per chiedere delucidazioni..
qui di seguito la risposta..
Cara Adriana,
siamo appena usciti dalla fase sperimentale, che è stata possibile
attraverso l'approvazione del Comitato Etico di Ferrara. Dopo la positiva
sperimentazione ancora non è chiarito dagli amministratori della regione e
dell'Ospedale con quali modalità burocratico/amministrative possiamo
accogliere pazienti, e in che misura. Tenete anche conto che il primo lavoro
sulla terapia uscirà nel mondo fra 15 giorni, quindi nel mondo della
medicina ufficiale non è ancora noto. Altresì non è chiaro se è necessario
passare di nuovo attraverso un Comitato Etico. Tutto questo naturalmente
lega le mani e rende in questa fase impossibile per un medico dipendente del
SSN quale io sono occuparsi dei pazienti.
Questi ultimi in realtà possono fare molto, quanto meno nel cercare di
diminuire l'attesa di queste decisioni, sensibilizzando i nostri
amministratori, le associazioni dei pazienti, le fondazioni. Devono però
essere azioni coordinate e civili. Altri tipi di azione ritengo possono
essere addirittura controproducenti per i pazienti, e vi invito pertanto a
non farne uso. Molti pazienti infatti mi hanno contattato con toni di
minaccia assolutamente fuori luogo. Utilizzate i siti per contarvi e
organizzare atti di sensibilizzazione ad alto numero, ben documentati, e ben
coordinati. Queste azioni sono certo non saranno trascurate da chi
amministra la salute pubblica.
Cordiali saluti,
serie di immagini, presentazione pps di un convegno
su CCSVI e SM:
LA QUALITA’ E IMMAGINI E MEDICINA DI LABORATORIO
L’INNOVAZIONE NEL DIPARTIMENTO DI DIAGNOSTICA PER FERRARA
Sabato 31 ottobre 2009
Aula Magna delle Nuove Cliniche
Arcispedale S. Anna, Ferrara
La Radiologia Interventistica nell’Insufficienza
Venosa Cronica Cerebro-Spinale (CCSVI)
Roberto Galeotti
Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Medicina di Laboratorio
Arcispedale S.Anna
Modulo Dipartimentale di Radiologia Vascolare ed Interventistica
Clinical Governance Emilia-Romagna
La regione Emilia-Romagna ha approvato un Progetto di Clinical Governance, cofinanziato dalla Fondazione Hilarescere. Il grant di 180.000 euro verrà impiegato per dimostrare la accuratezza diagnostica dell'esame ecocolorDoppler cerebrovenoso nella diagnosi della CCSVI associata o meno alla Sclerosi Multipla, comparandolo con la risonanza magnetica avanzata. Il Progetto si svilupperà nel 2010-2011 con la partecipazione del Centro Malattie Vascolari dell'Università di Ferrara, il Centro il Be.Ne e la UOC di Neuroradiologia dell'Ospedale Bellaria di Bologna.
http://fondazionehilarescere.org/ita/progetti.html
Dove si può curare la CCSVI?
Nel nostro Ospedale è terminata la sperimentazione ma ancora non abbiamo una strutturazione atta ad accogliere con continuità i pazienti permettendoci di continuare le ricerche e di addestrare altri medici che possano occuparsi dei loro pazienti nella città di origine. So che sono partite numerose richieste da parte di pazienti che aderendo in rete a siti o a forum di pazienti inviano delle richieste sensibilizzando i nostri amministratori e dirigenti ospedalieri.
COMUNICATO STAMPA
Novità e sviluppi nella cura e ricerca sulla CCSVI in rapporto alla SM dopo il convegno di Bologna (8 settembre 2009).
Alcuni titoli:
- Harvard e Stanford (USA): al via collaborazione fattiva fra Fondazione Hilarescere e i due colossi statunitensi.
In America, come in Europa e Asia, i più autorevoli centri di cura e ricerca per la SCELROSI MULTIPLA accolgono la scoperta e la cura della Insufficienza venosa cronica cerebro spinale, la CCSVI, come un fatto fondamentale e rilevante
- la presenza di CCSVI aumenta di 43 volte il rischio della presenza di SM nel paziente (per dettagli medico-scientifici contattare l’ufficio stampa della Fondazione Hilarescere)
-Gli esperti di malformazioni vascolari di 47 Paesi, riuniti al convegno mondiale di Montecarlo (5 settembre 2009), hanno inserito all’interno del nuovo documento di Consenso e di Linee Guida, con voto unanime, le lesioni stenosanti della CCSVI classificandole fra le malformazioni dell’apparato venoso.
- il 21 novembre la Canada TV manderà in onda un servizio giornalistico girato fra Ferrara e Bologna, nei centri di cura e a contatto con i malati di CCSVI.
Moltissime le novità che hanno visto in questi ultimi mesi del 2009, lo sviluppo esponenziale dell’attenzione verso la CCSVI - Insufficienza venosa cronica cerebro spinale, la sua cura e le implicazioni con la Sclerosi Multipla.
E qui di seguito diamo riscontro di alcune di queste.
LA COMUNITÀ MEDICO-SCIENTIFICA INTERNAZIONALE
C’è grande attenzione da parte della comunità medico-scientifica internazionale rispetto all’ evoluzione dello studio e della ricerca sulla CCSVI. Infatti, per USA, Canada, Giappone e alcuni paesi europei è una realtà assodata. Citiamo solo alcuni esempi.
Il prof. Paolo Zamboni, scopritore della CCSVI è colui che insieme al dott. Fabrizio Salvi porta avanti la ricerca, ha tenuto a metà ottobre una lectio magistralis sull’argomento presso l’Università di Harvard, invitato dal dottor Rohit. Bakshi (punto di riferimento per la ricerca e la cura della SM negli Stati Uniti, qui di seguito descritto con alcuni brevi note: dott. Rohit Bakshi, F.A.A.N. Director, Laboratory for Neuroimaging Research, Partners Multiple Sclerosis Center, Associate Professor of Neurology & Radiology, Brigham & Women's Hospital, Harvard Medical School).
Il Prof. Zamboni, successivamente, ha presentato un programma di ricerca in collaborazione con l’Università Californiana di Stanford. In questa sede sono iniziati dalla primavera scorsa interventi endovascolari per la cura della CCSVI sulla scorta delle indicazioni del gruppo italiano.
Inoltre, il prof Zamboni e il dott Salvi hanno presentato altri innovativi contributi scientifici sul significativo rapporto fra la CCSVI e la sclerosi multipla, in occasione del Congresso Europeo della Fondazione Charcot per la SM (fra le fondazioni europee maggiormente impegnate sul fronte della ricerca e la cura della SM) che si è tenuto dal 12 al 14 novembre a Lisbona.
LA CCSVI: IL DATO RELATIVO ALL’ INCIDENZA DI RISCHIO DI SM
La presenza di CCSVI aumenta di 43 volte il rischio della presenza di SM nel paziente ed il quadro non è stato trovato in altre malattie neurologiche.
Il prof. Zamboni, ha così spiegato il complesso quadro vascolare dell'’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (sigla internazionale riconosciuta CCSVI). Si tratta di 4 pattern principali di malformazioni stenosanti delle principali vene di drenaggio cerebrale e spinale che vengono colpite a livello extracranico ed extravertebrale nei sistemi azygos e giugulare . La complessità e la cronicità del quadro determinano adattamenti emodinamici e fluidodinamici cerebrali, con apertura di circoli collaterali. Tale quadro si associa in misura preoccupante ad una condizione neurologica che è la Sclerosi Multipla. Le esplorazioni eseguite dal gruppo italiano in pazienti affetti da altre malattie ha chiarito che il quadro non si associa ad altre malattie neurologiche e degenerative quali il Parkinson, l’Alzheimer, e la SLA.
UIP di MONTECARLO – settembre 2009
Già a ridosso del convegno di presentazione al mondo medico scientifico internazionale della scoperta del Prof. Paolo Zamboni, ovvero l’esistenza della CCSVI, in occasione del Simposio bolognese (Venous Function And Multiple Sclerosis tenutosi l’ 8 settembre 2009), la comunità scientifica dei medici vascolari mondiali presenti al convegno di Montecarlo (in occasione del UIP a settembre 2009) aveva votato all’unanimità un importante documento che riconosceva l’esistenza della malattia stessa.
In occasione della Consensus Conference sulle malformazioni dell'apparato venoso, presieduta dal prof. BB Lee di Washington, alla luce dell' evidenza delle prove angiografiche e della documentazione scientifica prodotta, le lesioni stenosanti della CCSVI sono state inserite ufficialmente fra le malformazioni dell’apparato venoso nel nuovo documento di Consenso e di Linee Guida, con voto unanime degli esperti di 47 Paesi riuniti a Montecarlo. Tale documento verrà pubblicato a breve su International Angiology.
LA RISPOSTA DEI MEDIA INTERNAZIONALI
Anche in questo ambito alcuni dei più recenti esempi.
Il sito della Associazione Nazionale SM USA ha recentemente pubblicato una relazione sulla attività di ricerca del Prof. Zamboni e sulle sue future implicazioni nella sclerosi multipla
(<http://main.nationalmssociety.org/site/R?i=vCIZKqIkgXOy6lUY3wL_Og..>)
Ultimo solo in termini cronologici, Canada TV ha inviato una troupe da Toronto, per una settimana a Ferrara/Bologna per fare un reportage sulla CCSVI e la sua cura. Servizio che verrà mandato sulla loro emittente e proposto alle reti in network con loro. (visionabile anche on line dopo il 22 novembre).
Fondazione Hilarescere nasce come strumento per valorizzare, fornendo mezzi e collegamenti per una ricerca adeguata, intuizioni medico-scientifiche rivolte a capire compiutamente, e curare, malattie ancora in parte sconosciute. La Fondazione HILARESCERE, di cui il Professor Fabio Roversi-Monaco è presidente, è nata su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.
Bologna, 19 novembre 2009
Ufficio stampa:
Laboratorio delle idee – Francesca Rossini – Tel.+39-051-273861 – cell.+39-331-6752354 e +39-335-5411331
labidee.ufficiostampa@labidee.it>>
<<Sclerosi multipla sconfitta per sempre?
Ricerca italiana si avvicina alla soluzione
Un ricercatore italiano potrebbe passare alla storia per aver sconfitto la sclerosi multipla. Il suo nome è Paolo Zamboni, il quale pare aver trovato la causa scatenante nonché la possibile cura.
Lo studio, che verrà pubblicato sul prestigioso Journal of Vascular Surgery, sottolinea come nel 90 per cento dei casi la malattia potrebbe essere provocata da ostruzioni alle vene che causano un cattivo drenaggio del cervello.
Sarebbe l'insufficienza cerebrospinale venosa cronica (CCSVI) a determinare una potenziale rottura del flusso sanguigno nella quale il sistema delle vene non è più in grado di rimuovere efficacemente il sangue dal sistema nervoso centrale, causando un aumento della pressione nelle vene del cervello e del midollo spinale.
Un'interruzione collegata al restringimento delle piccole strutture venose del collo e della spina dorsale. Zamboni è convinto che tale interruzione dei flussi sanguigni e di drenaggio sia presente nelle persone con sclerosi multipla e ha ideato una procedura sperimentale che si basa sulla rimozione del blocco nelle vene che trasportano il sangue da e verso il cervello.
Il responsabile della ricerca afferma: “un drenaggio non ottimale consente la fuoriuscita di ferro e di cellule immunitarie nel tessuto cerebrale, che così viene danneggiato. Ho notato che i pazienti affetti da sclerosi mostrano un restringimento delle vene che credo sia rilevante per lo sviluppo della patologia”.
Il dott. Zamboni ha messo a punto un possibile trattamento basato sull'inserimento di palloncini all'interno delle vene allo scopo di allargarle ed eliminare così l'ostruzione. La percentuale di successo dell'intervento è molto alta, più del 70%. Fra i pazienti, c'è la moglie del medico, affetta dalla malattia dal 1995. Dopo la terribile diagnosi, il professor Zamboni aveva giurato di trovare una cura per la sclerosi multipla e dopo 15 anni di studio e di tentativi sembra arrivato al successo.
Il dato personale dà alla vicenda un tratto di umanità che potrebbe accompagnarsi a una ricerca scientifica potenzialmente rivoluzionaria. Finora, l'approccio alla malattia cercava la soluzione nel sistema immunitario, mentre il dott. Zamboni sembra svelare ora alla comunità scientifica una verità assai più facile da individuare, ovvero un'implicazione cardiovascolare.
In questi giorni, a Buffalo, negli Stati Uniti, un gruppo di ricercatori sta lavorando all'ipotesi di Zamboni tentando di verificare la bontà dell'intuizione su un gruppo di 1.100 pazienti, sottoposti ad eco-doppler sulle vene del collo e della testa.
“Se saremo in grado di dimostrare la teoria proposta dai colleghi italiani di 'insufficienza venosa cronica cerebro-spinale' – hanno dichiarato gli scienziati americani – la nostra comprensione della sclerosi multipla potrebbe cambiare”.>>
http://italiasalute.leonardo.it/Copertina.asp?Articolo_ID=10276 http://italiasalute.leonardo.it/
Team a Buffalo arruola 1.100 malati.
Sclerosi multipla da insufficienza venosa, teoria italiana testata in Usa
Roma - Un team di ricercatori americani sta testando una nuova teoria 'made in Italy' sull'origine della sclerosi multipla, secondo la quale questa malattia sarebbe causata da un restringimento dei vasi del cervello. Il gruppo di neurologi dell'Universita' di Buffalo (Usa) e' "rimasto affascinato" dal lavoro del ricercatore italiano Paolo Zamboni, docente del Dipartimento di scienze chirurgiche, anestesiologiche e radiologiche dell'Universita' di Ferrara, secondo il quale il 90% dei casi di sclerosi multipla sarebbe causato da un restringimento del lume dei vasi, riferisce la Bbc online. Secondo lo scienziato italiano, proprio questa insufficienza venosa cronica cerebrospinale, visibile negli esami, danneggerebbe il cervello, causando la malattia. Ora i ricercatori hanno avviato uno studio per verificare e replicare quanto ottenuto dal collegata italiano in un lavoro preliminare, prima di iniziare a trattare i pazienti. Il responsabile del gruppo di Buffalo, Robert Zivadinov, intende reclutare 1.100 pazienti con sclerosi multipla e 600 altri volontari di controllo.
Usando gli ultrasuoni (eco-Doppler) gli studiosi scannerizzeranno malati e non, 'a caccia' di restringimenti nelle vene del collo e della testa. Se potranno dimostrare l'ipotesi secondo cui l'insufficienza venosa cerebrospinale e' alla base della sclerosi multipla, cambierebbe la comprensione dell'origine della malattia. Zamboni ritiene che proprio questi 'blocchi' siano la causa, e non la conseguenza, della sclerosi multipla: permettono infatti al ferro del sangue di arrivare nel tessuto cerebrale e danneggiarlo. Lo studioso italiano ha condotto procedure simili all'angioplastica per sbloccare i vasi di alcuni pazienti e permettere al sangue di tornare a fluire normalmente. Una procedura di 'liberazione' che, secondo il ricercatore dell'ateneo di Ferrara, puo' alleviare molti dei sintomi della malattia. In un'intervista a Ctv News Canada, l'esperto ha detto di aver "scoperto prove del restringimento dei vasi nei pazienti con sclerosi multipla. Sono pienamente convinto che questa teoria sia molto importante per le persone".
A raccontare alla Bbc la sua esperienza e' anche Kevin Lipp, un malato di sclerosi multipla che ha visto sparire i sintomi della patologia dopo essere stato trattato da Zamboni. "Sono passati solo 10 mesi, se non accade nulla nei prossimi due o tre anni sapremo che sta funzionando", spiega Lipp.
http://www.adnkronos.com/IGN/Altro/?id=3.0.4058696947
Inviato: Ven 04 Dic 2009 16:55 Oggetto: dall'articolo uscito ieri...alcuni punti significativi..
1. CCSVI è fortemente associata con la sclerosi multipla SM
2. QOL fisica migliorata RR in modo significativo
3. a 1 anno dall'intervento c'è stato un notevole miglioramento nei pazienti SM RR
4. la percentuale di pazienti liberi da recidive cambiato dal 27% al 50% dopo l'intervento chirurgico
5. PTA delle stenosi venosa nei pazienti con CCSVI è sicuro, e specialmente nei pazienti con RR
6. il decorso clinico influenza positivamente i parametri clinici associata alla qualità di vita rispetto alla valutazione preoperatoria
.. Il risultati di questo studio pilota giustifica un studio randomizzato uccessivo di controllo.
http://www.facebook.com/topic.php?uid=139997017782&topic=12368
Beh, caro Andy, se il comitato scientifico che dovrà valutare i risultati delle operazioni di Zamboni è capeggiato da quel "luminare" che è Comi, stiamo freschi......
Beh, caro Andy, se il comitato scientifico che dovrà valutare i risultati delle operazioni di Zamboni è capeggiato da quel "luminare" che è Comi, stiamo freschi......
L’Associazione Canadese Sclerosi Multipla ha annunciato che finanzierà una ricerca volta a determinare il legame tra la sclerosi multipla (SM) e una malattia nota come insufficienza cerebrospinale venosa cronica (CCSVI), al centro di uno studio recente che ha riacceso le speranze dei malati di tutto il mondo.
<<Doppler Haemodynamics of Cerebral Venous Return
Erica Menegatti and Paolo Zamboni*
Vascular Diseases Center, University of Ferrara, Italy
Abstract: Physiologic functioning of the cerebrovenous system is indispensable for maintaining normal brain function. However, in contrast to the cerebroarterial system, the cerebral venous return is not routinely investigated. Combined high-resolution echo-colour Doppler (ECD) and transcranial colour coded Doppler sonography (TCCS) represents an ideal method to investigate the haemodynamics of cerebral venous return. TCCS-ECD is noninvasive, repeatable, costeffective and permits to investigate the cerebral venous outflow in its dependence upon changes in posture and the alternating pressure gradients of the thoracic pump. Several authors reported normal parameters concerning related aspects of cerebral venous return. However, there is no ECD-TCCS standardization of what can be considered a normal venous return. The authors have summarized the current knowledge of the Doppler haemodynamics of the cerebrovenous system and propose a list of reproducible clinical parameters for its sonographic evaluation. In future, the development of this diagnostic technique could be of singular interest in iron-related inflammatory and neurodegenerative disorders like multiple sclerosis.
(...)>>
segue su:
http://www.voyager2.com.au/images/stories/CSSVI/Doppler%20Haemodynamics%20of%20Cerebral%20Venous%20Return%20-%20Specialist%20Sonographer%20for%20Doppler%20Technique.pdf
Emodinamica Doppler del ritorno venoso cerebrale
Erica Menegatti e Paolo Zamboni *
Malattie vascolari Center, Università degli Studi di Ferrara, Italia
Abstract: funzionamento del sistema cerebrovenous Physiologic è indispensabile per il mantenimento delle normali funzioni cerebrali. Tuttavia, in contrasto con il sistema cerebroarterial, il ritorno venoso cerebrale è non di routine indagato. Combinato ad alta risoluzione di eco-color Doppler (ECD) e il colore codificato transcranial Doppler (TCC) rappresenta un metodo ideale per studiare la di emodinamica cerebrale ritorno venoso. TCC-ECD non è invasivo, ripetibile, efficacia dei costi e permette di studiare il deflusso venoso cerebrale della sua dipendenza in caso di mutamenti della postura e le pendenze si alternano pressione del toracica pompa. Diversi autori segnalati i normali parametri concernenti aspetti di ritorno venoso cerebrale. Tuttavia, non vi è ECD - TCC normalizzazione di ciò che può essere considerato un normale ritorno venoso. Gli autori hanno riassunto le conoscenze attuali del Doppler emodinamica del sistema cerebrovenous e propone un elenco di riproducibile parametri clinici per la sua valutazione ecografica. In futuro, lo sviluppo di questa tecnica diagnostica potrebbe essere di singolare interesse in ferro legati infiammatorie e neurodegenerative Patologie come la sclerosi multipla.
(...)
<<THE MANY SONOGRAPHIC FACES OF THE CHRONIC CEREBROSPINAL VENOUS INSUFFICIENCY: HOW TO PERFORM DOPPLER EXAMINATION IN A MULTIPLE SCLEROSIS PATIENT.
Multiple sclerosis patients nearly always are found abnormal venous outflow obstacles in extracranial veins draining the central nervous system. These venous outflow blockages are described as chronic cerebrospinal venous insufficiency (CCSVI) and finding of CCSVI parameters in the sonographic examination is highly pathognomonic for multiple sclerosis.
Venous obstacles compromising blood outflow from the brain and spinal cord can be very diverse. A whole constellation of venous pathologies can be found, including: occlusion, stenosis, narrowing, septum and inverted valves. Nowadays it is thought that these venous obstacles are primarily congenital, although a presence of post-traumatic or post-thrombotic lesions is also possible.
(..)>>
LE TANTE FACCE ECOGRAFICHE NELLA INSUFFICIENZA VENOSA CRONICA CEREBROSPINALE: ESECUZIONE ESAME DOPPLER IN PAZIENTE CON SCLEROSI MULTIPLA.
Pazienti con sclerosi multipla quasi sempre si trovano venoso anomalo ostacoli deflusso nelle vene che drenano il extracraniche nervoso centrale sistema. Questi blocchi deflusso venoso sono descritti come cronica cerebrospinale insufficienza venosa (CCSVI) e la constatazione di CCSVI parametri in sede di esame ecografico è altamente patognomonici per sclerosi multipla.
Ostacoli venosa compromettere deflusso del sangue dal cervello e del midollo spinale cordone possono essere molto diversi. Una costellazione di patologie venose si possono trovare, tra cui: occlusione, stenosi, restringimento, setto e invertita valvole. Oggi si pensa che questi ostacoli sono venosa principalmente congenita, anche se la presenza di post-traumatica o post - lesioni trombotiche è inoltre possibile. (...)
Onderzoekers en doctoren betrokken in relatie tot CCSVI
Dit is een lijst vanonderzoekers en wetenschappers die aktief betrokken zijn in CCSVI met onderzoek of die op een andere manier interesse hebben getoond.
- Dr. Roberto Bergamaschi
Director of the MS Center of Pavia (Italy) - "we are on good terms with both Dr. Salvi, both with Prof. Zivadinov"
- Steven R. Brenner
MD, Associate Professor Department of Neurology & Psychiatry, St Louis University School of Medicine. Dr. Brenner responded favorably via an eletter response to Dr. Zamboni's paper "Chronic cerebral venous insufficiency in patients with multiple sclerosis".
- Dr. John Cooke
MD, PHD, professor of cardiovascular medicine, Stanford University School of Medicine.
- Dr. Patricia Coyle
Stony Brook University Hospital, NY dept. of Neurology.
- Gary Cutter
Professor of Biostatistics and Head of the Section on Research Methods and Clinical Trials, Birmingham, University of Alabama, USA, developed an outcome measure for motor and cognitive efficiency in multiple sclerosis known as MSFC. He is Professor of Biostatistics at the University of Alabama.
- Michael Dake
Chief of Cardiovascular and Interventional Radiology, Stanford University School Of Medicine, Stanford (USA). He was the first surgeon to accept Prof. Paolo Zamboni’s suggestion to operate on stenosis associated with CCSVI.
- Claude Franceschi
Head of Vascular Laboratories, Saint Joseph Hospital, Paris (FRA). No doubt the greatest venous haemodynamics expert in the world.
- Dr. Ellliot Frohman
University of Texas Southwestern Medical Center Neurology, Dallas, Texas.
- Giulio Gabbiani
Head of the Department of Pathology and Immunology, Centre Médical Universitaire, Genève (CH). One of the greatest world experts in vessel wall structure.
- Roberto Galeotti
Head of the Interventional Radiology Section, University Hospital of Ferrara, Ferrara (ITA).
- E. Mark Haacke
Director of the The Magnetic Resonance Imaging Institute for Biomedical Research, Detroit (USA). Inventor of the SWI system, i.e. the most sophisticated and advanced system for the diagnosis of multiple sclerosis.
Byung-Boong Lee
Chairman Georgetown University School of Medicine,Washington DC (USA). Chairman of the International Consensus Conference on congenital venous malformations.
Francesco Mascoli
Director of the Vascular Surgery B.U., University Hospital of Ferrara, Ferrara (ITA).
- Joseph Raffetto
MD, Lecturer on Surgery, Harvard University, Brigham and Women's Hospital.
- Prof. Juergen Reichenbach
PhD Inst. fur Diagnostische und Interventionelle Radiologie, Universitatsklinikum Jena. MRT-Gebaude Am Steiger, Philosophenweg 3, D-07743 Jena, GERMANY. He is working with Prof. M. Haacke.
- Fabrizio Salvi
Head of the Centre for Rare and Neuroimmune Diseases, Bellaria Hospital, Bologna (ITA). He was the first neurologist to work with Prof. Zamboni in the clinical experimentation of “removing the venous obstruction" from MS patients.
- Franz Schelling
Author of several Hypothesis Papers in the 80’s on the etiologic role of the venous system in MS.
- Dr. Marian Simka
Department of Angiology, Pszczyna, Poland, has written a paper on how to perform doppler sonography on the extracranial veins of MS patients, is also imaging and stenting MS patients from all over Europe.
- Andrea Stella
Professor of Vascular Surgery, University of Bologna,Bologna (ITA).
- Bianca Weinstock-Guttman
Jacobs Neurological Institute, Buffalo (USA). One of the greatest experts of multiple sclerosis in the pediatric age.
- Paolo Zamboni
Director of the Centre for Vascular Diseases, University of Ferrara, Ferrara (ITA). He discovered and described CCSVI in MS patients.
- Robert Zivadinov
Director of the Buffalo Neuroimaging Analysis Center, New York State University, Buffalo (USA). One of the greatest experts in pharmacological trials for multiple sclerosis and efficacy measures using MRI.